BOMBONIERE
L’usanza di offrire un dono
ai propri invitati ha radici antiche: un tempo gli sposi
ringraziavano gli ospiti donando loro un piccolo
boccone, solitamente un dolce. Poi l’offerta si
mutò in un vero e proprio regalo: un contenitore che
racchiudeva mandorle, noci oppure frutti secchi
rivestiti di bianco. Cioè quello che i francesi
chiamano “bon-bon”, che significa proprio
“dolcetto”: è da qui che questo dono si è
trasformato nei confetti che oggi tutti conosciamo.
Ai primi posti nella classifica dei confetti oggi
ci sono quelli preparati con la mandorla “avola” siciliana.
«È anche possibile offrire i confetti su eleganti
vassoi nella sala del banchetto lasciando che gli invitati si servano da soli».
I confetti accompagnano sempre gli sposi: in alcune
regioni d’Italia vengono lanciati con il riso già all’uscita
della chiesa. La tradizione più diffusa vuole che la
consegna della bomboniera segni il momento in cui il
banchetto volge alla fine: la sposa, accompagnata dal
marito, girerà fra i tavoli ringraziando tutti gli invitati
e, con una ciotola e un cucchiaio d’argento, offrirà i
confetti agli ospiti. Ne esistono di tantissimi tipi, dalle
più tradizionali alle più innovative. Prima di sceglierla
decidete lo stile della vostra cerimonia. Recentemente si
è affermata l’usanza di scegliere degli oggetti che siano
utili per la casa o per la cucina, oppure degli oggetti
di arte povera. Ma per i più tradizionalisti i capolavori
in vetro di Murano, le ceramiche di Capodimonte o di
Thun restano una scelta obbligata.
Le bomboniere dovranno essere confezionate tutte
allo stesso modo e abbinate al sacchettino dei confetti
inseriti sempre in numero dispari. Non dimenticate
il bigliettino con i nomi della sposa e dello sposo (in
quest’ordine!) e la data delle nozze.